22 febbraio 2008 - Tutti i Sanremo di Mister Festival

Quarant'anni di baudismo

La tredicesima volta

Dopo il debutto isolato del 1968, il presentatore siciliano ha condotto più della metà degli ultimi 25 Festival. Seguendone evoluzioni e involuzioni, formule, debutti, exploit e banalità.

In principio fu il 1968. Quando il 31enne conduttore del concorso canoro televisivo Settevoci viene chiamato alla conduzione di un Festival che dopo la tragedia di Luigi Tenco doveva apparire rinnovato, svecchiato, ricco di una classe e di una qualità ulteriore, con nomi in concorso del calibro di Louis Armstrong e Sarah Vaughan, poi sostituita in extremis da Eartha Kitt per motivi di salute. Baudo svolge il compito con dignità, entra in scena con una corsetta, presenta con mosse da prestigiatore. Svolge il compito con professionalità e freddezza, insieme a una Luisa Rivelli mai sopra le righe, riuscendo a gestire un Satchmo che tenta di debordare e un Celentano polemico con Don Backy che non si presenta a ripetere il motivo in concorso.

1968-84: Da sette voci a Domenica in

Poi passano quindici anni, nei quali il Festival di Sanremo arriva a un nuovo apice del successo poi si affloscia tutto di un colpo, rifiutando di aprirsi alle tendenze musicali degli anni settanta. Il Comune di Sanremo lo prende in carico direttamente, la televisione trasmette una sola sera. Le serate radiofoniche sono spesso affidate alla sola valletta, e il presentatore, Mike o Corrado che sia, arriva in riviera solo per la diretta radiofonica del sabato sera. Pippo Baudo cresce. La sua influenza sulla musica, dopo i tempi di Settevoci e i tentativi di Canzonissima, esplode nella conduzione di Domenica in... dalla quale ha modo di aiutare il successo, tra i tanti, dei Pooh, di Franco Battiato o di Vasco Rossi a consolidarsi e a emergere.

1984-1987: Il totip

Dopo alcuni anni in cui si limita a selezionare Due voci per Sanremo (da cui emergono Mario Castelnuovo e Tiziana Rivale) nel corso della sua solita Domenica in, nel 1984 eredita il Festival mimato, quello del totip e del playback. Gestisce con maestria la protesta degli operai della Italsider di Genova-Cornigliano, che espongono le loro ragioni sul palco dell'Ariston. Al suo fianco le giovani Viola Simoncioni e Isabella Rocchetta, Edi Angelillo e l'oggi deputato della Repubblica Elisabetta Gardini. Debutta in playback Eros Ramazzotti. Visto il successo, replica nel 1985: gli tocca affiancarsi a tale Patti Brard, carneade imparentata con la famiglia Agnelli, e presentare il messicano Luis Miguel, che finirà al secondo posto, come un Big vero. A quel festival porta dietro le quinte la figlia Tiziana, che i testimoni oculari raccontano monopolizzare i prestigiosi Duran Duran. Zucchero cambia immagine e presenta Donne.

Nel 1986 Baudo è in viaggio di nozze con Katia Ricciarelli, e al Festival presenta Loretta Goggi, affiancata dai presentatori di Discoring. Sparisce il playback, e vince Eros Ramazzotti.

Pippo Baudo torna a Sanremo nel 1987. E' il Festival del debutto delle rilevazioni Auditel, e della scomparsa di Claudio Villa, che il presentatore fa tacere per potergli dedicare un ultimo applauso proprio dal palco del festival.

Nello stesso 1987 Baudo abbandona la Rai per passare alla concorrenza. L'edizione del 1988 si apre con un filmato che mostra il presentatore siciliano. Al pubblico incredulo, il Beppe Grillo dei tempi migliori urla «Ve lo meritereste un pochino!!». Negli anni successivi, al festival sparisce il Totip e ritorna l'orchestra, passano sulle assi del palco rivierasco i Pooh, Ray Charles, Riccardo Cocciante e Renato Zero.

1992-1996: il dominio

Tra il 1992 e il 1996 Pippo Baudo inanella ben cinque Sanremo consecutivi. Mentre il paese passa dalla I alla II repubblica, e cambiano partiti, schieramenti e governi, Baudo resta immutabile, fisso, inamovibile. Dall'edizione in minore del 1992, dove il nome del presentatore siciliano prevale all'ultimo momento su quello di Renzo Arbore, dato come sicuro alla vigilia, dove gli tocca officiare il ritorno della tagliola delle eliminazioni dei Campioni, e sopportare le incursioni di Cavallo Pazzo. A Baudo si deve l'invenzione del Dopofestival, e la rinnovata importanza delle vallette, in quell'occasione Milly Carlucci, Brigitte Nielsen e Alba Parietti. Nel 1993 è tenuta a battesimo Laura Pausini. Nello stesso 1993 tiene a battesimo la crudele selezione autunnale delle nuove proposte detta Sanremo Giovani, che sopravviverà per cinque edizioni, eliminando regolarmente a colpi di giuria demoscopica molte delle proposte migliori. Nel 1994 la Rai gestisce il festival direttamente: Baudo, direttore artistico, fa debuttare Andrea Bocelli, Irene Grandi e Giorgia. Nel 1995 cambia la formula: Pippo vuole un duello tra le ragazze protagoniste dell'anno precedente. Irene Grandi si nega «Ho altri programmi» fa sapere. Giorgia vince in carrozza, prevalendo su Fiorello e Morandi, favoriti della vigilia. Il 1995 è l'ultimo Festival dagli ascolti-monster. Nel corso della seconda serata il presentatore salva uno spettatore della galleria che minaccia di gettarsi dalla balaustra. E' il bolognese Pino Pagano, che si malignerà essere d'accordo con lo stesso Baudo.

Nel 1996 il presentatore è nervoso, e deve assistere a un attacco frontale da parte delle trasmissioni di prima fascia delle televisioni commerciali. Il Festival segna il trionfo di Elio e le Storie Tese, ma la vittoria va a Ron, con un motivo su cui lo stesso Pippo Baudo pare essere intervenuto in prima persona. Alcuni problemi di salute e il coinvolgimento in alcune inchieste giudiziarie lo allontanano per qualche stagione dai teleschermi e dal Festival.

2002-2003: un passo avanti e uno indietro

Dal 1997 al 2001, per i cinque anni corrispondenti alla legislatura in cui la maggioranza è del centro-sinistra, Baudo diserta il festival, che assiste prima alle bizzarre vittorie dei Jalisse e di Annalisa Minetti e poi alla stagione di Fabio Fazio e di Mauro Pagani alla direzione artistica. Da lontano, Baudo non manca mai di sottolineare il suo mancato gradimento per le edizioni sanremesi gestite da altri

«A Sanremo volevo tornare, ed eccomi qua!» Nel novembre 2001 tocca a lui presentare dall'Ariston la passerella dei giovani detta Sanremo si nasce. Nel 2002 celebra il ritorno alla vittoria dei Matia Bazar, introducendo nuovamente le eliminazioni dei Giovani, tutti in finale dal 1995, e ridimensionando drasticamente la giura di qualità. Nell'autunno 2002 cede alla smania dello Spettacolo Realtà, presentando con Cecchetto quella Star Academy nostrana dal titolo Destinazione Sanremo, che vede le giurie eliminare i futuri vincitori Riccardo Maffoni e Simone Cristicchi per fare passare Daniela Pedali, Manuela Zanier e Gli Allunati. Anche la gara dei Campioni concede poco allo spettacolo, dominata com'è da Alexia dalla prima all'ultima curva. Nonostante ammetta pubblicamente che la selezione non ha funzionato, il Festival del 2003 non soddisfa i vertici della Rai, e per ora si ferma a quota 11.

2007-2008: L'eterno ritorno

Dopo l'esperimento di Tony Renis - Simona Ventura, nell'estate del 2005 i vertici della Rai affiancano lo stesso Baudo a Paolo Bonolis nel progetto di un superSanremo che dovrebbe partire sotto il segno delle cosiddette B&&B. Resta solo una B, e non è Baudo. Bonolis e il direttore artistico musicale Gianmarco Mazzi spezzano la gara in più categorie, aboliscono il Dopofestival portando gli opinionisti sul palco, falcidiano i Campioni in gara in continuo gioco al massacro e inventano la serata dei duetti. Bonolis, galvanizzato dal Festival, firma con la concorrenza. Giorgio Panariello viene investito dell'ardio compito del riproporne la formula, ma i risultati sono inferiori alle aspettative.

Cambia nuovamente la maggioranza di governo, e come cinque anni prima nel 2007 torna al Festival la figura di garanzia di Pippo Baudo. Che riapre il Dopofestival e cancella le categorie minori care a Gianmarco Mazzi:«Non si capisce chi vince». Poi fiuta il vento, facendosi prestare dalla concorrenza l'alfiera Svizzera Michelle Hunziker e introducendo nella scaletta dei motivi in concorso temi a carattere sociale alcuni dei quali, nell'interpretazione di Simone Cristicchi e Fabrizio Moro, si affermano nelle due categorie. A quel Sanremo "A sinistra di Prodi" dedica la prima pagina anche il quotidiano della sinistra Il Manifesto.

E nel 2007, mentre cambiano le leggi e cadono i governi, Baudo è sempre lì, al suo tredicesimo festival, tra i pochissimi che siano riusciti a sfuggire all'arruolamento forzato nelle file di uno schieramento politico, nell'Italia brutalmente bipolare che sta di quà o di là. Poteva essere presidente della Regione Sicilia, ha declinato l'invito con cortesia »Il mio è un altro mestiere.». Gli basta, a Pippo, essere il Re di Sanremo.

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Le canzoni di Sanremo

Albo d'Oro

Belgrado 2008: L'Italia resta a guardare

Troppi pochi spettatori per RaiUno, troppi per una RaiTre, eccessivi per i canali satellitatri. La RAI lascia l'Italia ai margini dell'Europa che va da Lisbona a Vladivostok. Riusciranno San Marino e San Paolo Meneguzzi a fare il miracolo?

leggi...  Qualcosa si muove, ma l'Italia dice ancora NO.

Come la Coppa Italia

«Manca la gara» pare scusarsi Baudo: i miei festival migliori sono stati quelli con le classifiche provvisorie.

leggi... Malumori dopo la quarta serata

E invece no

Le pagelle del gruppo d'ascolto Medio Adriatico alla serata dei duetti

leggi... Per un'ora sembra il Festival che avremmo voluto

Marco Lodola a Sanremo

Betty Boop, il Tango, Anita Ekberg, Elvis, Grazie dei fiori e Aprite le fineste sono insallazioni luminose

leggi... Il teatro Ariston decorato fino a maggio dalle istallazioni dell'artista pavese

Il migliore? Paolo Meneguzzi

Paolo Meneguzzi, con Grande, si aggiudica quest'anno la palma del testo perfetto in chiave sanremese, ricco com'è di zeppe, rime baciate e iperboli e privo di "aperture a una realtà linguistica esterna all'universo virtuale del festival"

leggi... Leggi su treccani.it

La tredicesima volta

Tutti i Sanremo di Mister Festival

leggi... Quarant'anni di baudismo

Doppia velocità

È un sanremo poliedrico quello del 2008, che racconta di un'Italia lenta e bifronte.

leggi... C'è un paese che non cambia mai e uno che spera di farcela

L'uomo venuto dal presente

Chi cerca sui server P2P le canzoni di Sanremo in anticipo si imbatte nella Rivoluzione di Frankie Hi NRG

leggi... Frankie Hi NRG si fa beffe degli scaricatori a caccia dell'inedito

Belgrado 2008: L'Italia resta a guardare

Saranno Svizzera e San Marino a portare la canzone Italiana in Europa. L'Italia snobba la Champions League per farci vedere Sora-Crotone.

leggi... Qualcosa si muove, ma l'Italia dice ancora NO.

É un bel Festival. Paolo Meneguzzi tenta il Grande Slam. Torna Toto Cutugno.

È pubblica la lista dei motivi in gara al 58° Festival di Sanremo.

leggi... Qualità e banalità, tradizione e novità, giovanissimi quarantenni e vecchissimi ventenni. E magari, si parla di Europa....

L'inedito retaggio del passato

Siamo sicuri che se a Sanremo partecipassero motivi non del tutto inediti lo spettacolo e l'interesse per il Festival non ne guadagnerebbero?

leggi... La provocazione: è ancora necessario che le canzoni non siano mai state eseguite in pubblico?

Le belle statuine

Come avere una giuria di esperti che non conta praticamente niente, e la cui unica consegna è non urtare la suscettibilità dei cantanti.

leggi... La giuria senza potere

Le pere e le banane

Come già nel 2007, ridurre in percentuale il responso del televoto e delle due giurie ha l'unico, matematico effetto di mortificare il responso delle giurie affidando il risultato del Festival al responso dei televotanti, forti della loro preferenza unica

leggi... Com'è possibile percentualizzare giudizi e preferenze secche?

Ha già vinto Anna Tatangelo?

Sanremo si vince all'ultimo voto, e gli analisti invitano alla prudenza.

leggi... Un altro Sanremo con vincitrice annunciata

Rivoluzione ribaltabile

Abbiamo ascoltato le canzoni in anteprima. Eccessivamente verbose, con qualche sorpresa e qualche assonanza. C'è anche un cantante con il riporto.

leggi... Le pagelle della prima serata

Il numero più atteso

Mesi di lavoro per un numero, quello del totale e della percentuale di telespettatori come calcolate dal consorzio Auditel.

leggi... I dati d'ascolto della prima serata

Una prima metà, e le classifiche segrete

Il Sanremo di 3 dei 14 giovani finisce dopo tre minuti e mezzo. L'ospite straniero è Lenny Kravitz.

leggi... La scaletta della prima serata: apre Paolo Meneguzzi, chiude Tricarico

Quando papà non basta

Figli d'arte e trombati eccellenti: da Giacomo Celentano a Daniele Battaglia

leggi... Non bisogna essere il figlio di Schumacher per guidare una formula 1.

L'apertura melodica del duetto

Abbiamo visto le prove di domenica. La seconda serata conferma le tendenze della prima. Dovrebbero andare in fuga in due, sullo stesso tandem.

leggi... Le pagelle (in anteprima) della seconda serata

La (meravigliosa) macchina del tempo

Un'altra vigilia di passione per il gruppo d'ascolto Medio Adriatico: aspettando i Duran Duran e il cantante degli Spandau Ballet

leggi... Tutto sommato il Festival di Sanremo è un modo per rimanere giovani

Non è un paese per vecchi

Arrivano i dati e l'organizzazione gela: la prima serata del Festival 2008 è la meno vista di sempre. Ma un motivo c'è.

leggi... Stime d'ascolto: record negativo

Prova d'appello, Juve-Toro permettendo

Se ieri è andata bene, bisogna tenere l'ascolto, se ieri è andata male, bisogna inventarsi qualcosa.

leggi... I dati d'ascolto della seconda serata

Attenti a quei due

Altri tre giovani a casa, altra valletta sul palco. Di Tonno e Ponce lanciano la loro candidatura. Le ragazzine di 40 anni in deliquio per i Duran Duran

leggi... La scaletta della seconda serata

Due pesi e due misure!

Esclusa dal Festival Loredana Berté. C'è un precedente analogo che avrebbe dovuto rassicurare la cantante calabrese. Ma si esibirà lo stesso. Come Bobby Solo nel 1964.

leggi... Soluzione all'italiana per il caso Bertè. Ma nel 2006 Cristicchi venne lasciato in gara.

Anno XIV D.P.

Quest'anno, per la prima volta, deve essere successo qualcosa. perchè di bambine pausine non c'è ombra. Finite, disperse.

leggi... Le pagelle dei gruppo d'ascolto Medio Adriatico

Il bagno di sangue

Immaginate la conferenza di Babbo Natale che deve spiegare ai giornalisti perchè un certo anno porta ai bambini meno regali dell'anno prima, e tutti gli elfi intorno a ballare istericamente.

leggi... Si chiamano i Duran Duran, si lasciano a casa i Tokio Hotel: non ci si meravigli che i giovani non guardano il Festival

La partita di pallone

Un giorno in più che se ne va, un uomo stanco che nessuno ascoltera’ (Riccardo Fogli, 1982)

leggi... Niente Festival, c'è il turno di campionato

Entusiasmo raffreddato?

La serata degli abbinamenti è confermata al giovedì. E' da sempre la notte più dura per gli ascolti Tv. Chissà dopo la sosta pallonara.

leggi... I dati d'ascolto della terza serata

L'ora dei gregari

È la sera dei duetti: la serata spettacolo che purtroppo non finisce su nessun disco, né su supporto video.

leggi... La scaletta della terza serata: la Bertè canta, ma non si sa quando.

E invece no

Le pagelle del gruppo d'ascolto Medio Adriatico alla serata dei duetti

leggi... Per un'ora sembra il Festival che avremmo voluto

Salvate il Festival di Sanremo

Costa come un evento ma è un programma normale. Ignorate le canzoni, Sanremo soffre. E c'è chi azzarda soluzioni drastiche.

leggi... Conferenza stampa dei mandarini della televisione di stato, frastornati e attoniti dal terzo insuccesso di pubblico.

In bocca ai Pooh

È il solito venerdì di passione per i vertici televisivi?

leggi... I dati d'ascolto della quarta serata

Fuori gara. Ma perché?

Tre vincitori di Sanremo, tre premi della critica e Jovanotti rischiano di oscurare la finalissima dei giovani.

leggi... La scaletta della quarta serata: si finisce a tarda ora

La squadra da battere

Il gruppo d'ascolto del Medio Adriatico festeggia.

leggi... Pescara si è abituata a vincere, anche se è troppo tardi per i caroselli

Come la Coppa Italia

«Manca la gara» pare scusarsi Baudo: i miei festival migliori sono stati quelli con le classifiche provvisorie.

leggi... Malumori dopo la quarta serata

Rassegnati al peggio

Interessa ancora al pubblico chi vince il Festival di Sanremo?

leggi... I dati d'ascolto della serata finale

Il ritorno del sorteggio

Corsa finale, ma la griglia di partenza è sconosciuta fino all'arrivo. E anche dopo.

leggi... La scaletta della serata finale

Sul Medio Adriatico potremmo chiedere un riconoscimento di un marchio di qualità per i nostri cantanti, qualcosa tipo la Chianina o il Formai de Mut.

L'uomo del medio Adriatico DOP


Tradizione melodica, sensibilità e trasgressione basteranno a vincere il Festival?

L’ex bambina prodigio


Niente impegno quest'anno, mi ha lasciato la morosa

Ritorno al privato


14 Festival, nove volte sul podio. Tornare a Sanremo è già una vittoria.

Il monumento


Ricordi - la scheda

5.  Ricordi

Pià che i blink 182, 883

Pop Punk per tutti


Grande - la scheda

6.  Grande

Già campione di vendite, tenta uno storico bis da Sanremo a Belgrado

Grande Slam?


Dopo la vittoria morale del 2003, torna a incassare quel premio che gli manca

Ed ancora più su


L'anagrafe è un'opinione se ci si sente forever young.

Giovane dentro


Mille donne Little Tony? Ma dai?

Autobiografia


Nelle università c'è un tamburello ogni due studenti. Ma Bennato ha altre fonti di ispirazione

Tarantella Carrà


È il duetto con il suo primo gruppo la vera chicca del Festival

Il ritorno dei Denovo


Alla soglia dei 40, nonha mai confermato l'esordio con il botto

La signorina della canzone


Drammatica ma mai scontata, fuori a sorpresa nel 2006, potrebbe prendersi la rivincita

L’apostrofo II, la v’endetta


Fa di tutto per assomigliare a Rutger Hauer di Blade Runner. Non solo in senso metaforico

Il replicante


A forza di Chi non lavora non fa l'amore le aziende licenziano e a protestare è giusto Tiromancino

Il tagliatore di teste


L'eterno scontro tra lo spirito e la materia

Tremendo il mio rapporto con il sesso


Stessa canzone per lui, stesso titolo per noi

Malinconicoatto


Senza la sua lezione Cristicchi e Moro non avrebbero mai vinto

Campione in carica


Riempie con curiosità la nicchia ecologica del campione poco noto al grande pubblico

Il semisconosciuto


Tra demonio, santità e collagene, basta che ci sia posto

Siamo solo lei




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