27 febbraio 2007 - Patrizio Baù ha 35 anni, è costretto a fare il giovane e a prendere le tirate d'orecchio della curia rivierasca

Sesso, Festival e vescovo

Niente assoluzione per i Peccati di gola

Il vescovo di Ventimiglia e Sanremo lancia strali: proprio uno che insegna ai ragazzi canta una canzone con troppo sesso. E subito la stampa ricama polemiche. Ma non è proprio la prima volta che a Sanremo si parla di sesso...

Polemiche al Festival: monsignor Alberto Maria Careggio, in visita al teatro Ariston, dichiara il suo apprezzamento per il brano di Al Bano e mostra di non apprezzare affatto i Peccati di gola cantati da Patrizio Baù. Come si fa a cantare frasi come in amore è naturale liberare l'animale. E poi Baù fa il professore alle medie, che esempio rapresenta? Baudo sdrammatizza, ma il caso monta.

Una volta la categoria minore si chiamava Nuove proposte, o Novità. Uno poteva essere una novità anche a 60 anni, magari prima faceva un altro mestiere. Dagli anni novanta in poi, si parla di Giovani e la si butta sull'età.

Oggi si è giovani fino a 35 anni, e si cerca di farsi notare parlando di sesso. Lo facevano in questo modo giocoso e garbato Lucio Battisti e Mogol, lo faceva Marcella nel 1981, quando cantava che Il limone non ci va sul pesce, scotta ancora la banana flambè.

Di sesso a Sanremo ce ne è stato tanto, sesso solitario per Fiorella Mannoia nel 1981 (non ho bisogno delle tue mani, mi basto sola) per Cristiano de André nel 1985 (Fare l'amore da solo non ne ho voglia e poi non ho fantasia ) e per Andrea Ori, che nel 2006 raccontava così ho fatto l'amore col mare e son venuto lì dentro a quel mare.

La censura riuscì a mutare i versi della canzone vincitrice del 1972: Giacesti bambina divenne Tu eri bambina, i tredici anni diventano sedici anche sulla versione incisa, e Hai già avuto un'amante diventa un più vago Ti senti già grande. Nicola di Bari canta di quando lei impazziva al profumo dei fiori, e porta a casa il suo secondo Festival.

Una volta c'era la censura, ma Peppino di Capri vince il Festival del 1976 raccontando di un primo spogliarello (Una perla di sudore dal tuo viso scende giù) e sorvolando sul resto, sintetizzato nei versi La camicia di velluto lentamente cade giù, poi mi dici "Non sta bene, tu non puoi veder di più". Sempre nel 1976, i brani di Don Miko che andava in camporella con gli scoiattoli e una signora sposata (Tu così donna, tu ami un bambino ma quando mi sento il tuo corpo vicino, so che ti amo, oggi in gergo si chiamano MILF), e di Carlo Gigli, che lasciava poco all'immaginazione (Sei mia, e diventi ogni istante più mia: mentre gridi io sono una donna sto vivendo già dentro di te). Nel 1979 era secondo Enzo Carella, che parlava di Barbara, diavola che scivola esplicitando In bocca a te è più bello.

Nel 2000 Gigi d'Alessio era abbastanza esplicito nel ricordare di Quella volta per un tuo ritardo ci tremava il cuore. Nel 1993 Leo Leandro andava a prendere una sedicenne a scuola: caramella alla mela, che seno a pera. Ancora nel 1989, Gloria Nuti urlava il suo rifiuto e poi il suo assenso alla prima volta: E adesso sono qui da te per chiederti fammi provare, attento amore, non farmi male.

Ancora nel 2000, Mietta invitava il suo amante a essere come Miele nel sole, e spingersi nel suo, di lei, fogliame odoroso, sottolineando come fare l'amore spingesse a usare espressioni non convenienti.

Nel 1997 Leandro Barsotti implorava la sua fragolina di non andare via: Non lo vedi che lo adoro il tuo culetto d'oro. La stessa Giorgia vinceva con Come saprei confessando: io vorrei che fosse già pelle il contatto che c'è.

Patrizio Baù con il concetto di sesso ci gioca, chiede alla compagna di giochi: sfizia la mia schiena col calore delle mani e dei sederi, e poi ancora E mordila la mela, golosa nella gola, succosa ti consola. Roba da educande.

Non c'è poi tanta differenza con Come un melo tra gli alberi del bosco, il mio diletto fra i giovani. Alla sua ombra, cui anelavo, mi siedo e dolce è il suo frutto al mio palato. Mi ha introdotto nella cella del vino e il suo vessillo su di me è amore. (Cantico dei Cantici, 2:3). Monsignor Alberto Maria Careggio era forse distratto in occasione dei Festival passati, ma questi versi fanno parte del suo curriculum.

E allora, perché tanta indignazione, per una gioia d'amore che nulla nega essere coniugale, procreativa, lecita? O forse siamo tornati alla voglia di controllo sociale, di indice, che faceva condannare Tua di Jula de Palma in un lontano e preconciliare 1959?

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Essi vivono

Quando i numeri ci dicono che lo spettatore medio di Sanremo ha più di 50 anni e vive in Puglia nessuno si sorprenda se Al Bano è secondo e Mazzocchetti è terzo

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Venti canzoni, come una volta

Dopo la cura dimagrante di Mazzi il sabato sera torna un'orgia di canzoni.

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La signora finale

Venti canzoni per un sabato sera all'insegna dell'adrenalina .

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Osa, cita, farà un'ottima figura, e potrebbe lasciare al palo padri e figli altrui. E hai visto mai che dopo la colomba e il piccione, a Sanremo non voli il cuculo.

Il Maestro e Margherita


A pensarci è surreale: Al Bano canta una preghiera scritta da Renato Zero, e si rivolge a Dio per vincere.

Il telepredicatore


Terza scelta per i maligni, sconosciuto per tutti gli altri. Tenore pop di buon esito in Germania Come Fabio Grosso.

La valigia di cartone


Latitanza e figliolanza ne hanno segnato l'assenza. Basta con il premio della critica, è tempo di sorridere.

Salirò II - la vendetta


Per averlo Baudo ha insistito, e lui quasi si scusa. E un cinquantenne Pino Mango torna al Festival a ricantare la stessa canzone.

Il monotematico


Musica - la scheda

6.  Musica

L'uomo che avrà sempre meno di trent'anni, costretto in eterno a passare per giovane.

Non si cresce mai


Dalle assi del teatro a quelle dell'Ariston, per il nuovo corso ispirato alla tradizione popolare e alla scomparsa Gabriella Ferri

Solo gli stupidi non cambiano mai


O hai sessant'anni o sei figlio di qualcuno. Loro sono entrambe le cose. Il figlio di Pooh è favoritissimo

Accompagnato dal genitore


Amatissimi, raccomandatissimi, favoritissimi, vincitori morali del 2006, De Gasperi e Maffucci hanno mezzo Festival in tasca.

Nel nome del padre


Drammatica, sofisticata, contemplativa, materna e sempre più paffutella

Il ritorno di Orietta Brecht


In assenza di Nicky Niccolai, la sua nicchia ecologica va riempita in qualche modo

La sofisticata cantante jazz


I popolari cantanti catanesi non si fanno scappare l'occasione di lanciare una canzone inedita.

The Fratellis


Guardami - la scheda

(f) Guardami

Nessuno se li aspetta, ma possono fare bene. Centonovantanove anni, diviso quattro.

Gli outsider


Inedito di Rino Gaetano, 26 anni dopo. Dicono i maligni che se era rimasta in un cassetto un motivo c’era.

Il tormentone


Nel 1969 una sedicenne livornese con un vocione venne subito chiamata "Il Pulcino"

Il buon brodo del Gabbro


49 anni dopo il debutto, è il più anziano cantante in concorso. Ha per autori due monumenti

Classe di ferro 1936


E se i ventenni degli anni settanta si ritrovassero senza lavoro veramente?

Prepensionamento


In sette anni ha fatto poco. Ma se ti chiami così, sei sempre la benvenuta.

La parente


Nel mondo parallelo di Sanremo, Giorgio Faletti diventa a tutti gli effetti Bertold Brecht

La quindicesima volta


Sono l'unico gruppo giovane tra i Campioni, anche se gli anni sono trenta e passa. Nel mondo parallelo del Festival c'è bisogno di una foglia di fico.

La briciola di realtà




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