Festivaldisanremo.com - Il sito Indipendente sul Festival di Sanremo dal 1998 - VII edizione - Sanremo 2005
Il Regolamento
della 55ª edizione

Le 5 Categorie
del Festival 2005

  • Martedì 1
    Marzo 2005
  • Prima serata:
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  • Mercoledì 2
    Marzo 2005
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  • Giovedì 3
    Marzo 2005
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    Marzo 2005
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    Marzo 2005
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  • Albo d'oro e Classifiche

    Le 32 canzoni del 2005

    Il numero trentatrè

    Fuori concorso

    Quello che se la sarebbe giocata.

    Giuseppe PoviaSiamo sommersi di richieste sulla canzone di Giuseppe Povia. Vi accontentiamo.

    Giuseppe Povia Era tra i 51 della selezione che si tennne a Roma dopo Natale. Tutto suggerisce che, se la sua "I bambini fanno oh" non fosse stata eseguita in pubblico -maldestramente, glossa Bonolis- al premio Recanati, sarebbe stata al festival. E avrebbe fatto assai bene, con tutto quello che si sente in giro.. E Bonolis sembra essersi ricordato di essere il direttore artistico della manifestazione, e allora - santi numi - ha trovato un angolo d'ombra al fuoco incrociato delle trincee del festival. E così, a far da colonna sonora dell'iniziativa per il Darfour eccoti il Povia.

    La canzoncina è gradevole, leggera. Riesce a dare dignità di verso anche a u'uso dell'infanzia come far pace mignolo a mignolo recitando formulette magiche su angioletti e diavoletti.

    Non è un capolavoro. Ma un concentrato di semplicità, gocce di dolce e di amaro a corredo di clip dal South Darfour. E soprattutto, è una filastrocca semplice, gradevole e responsabile. Fuori concorso, si segnalerà, e peccato non poterla mantenere negli annuali. Se una canzone è stata eseguita una volta a trecento persone, che cosa cambia mai? Misteri di Sanremo, che si sdoppia in 5 categorie ma perde tempo istericamente su cattiverie come lo sputtanamento del non inedito, che non vuol dire come allore mai stampato o mai pubblicato (scripta manent), ma mai trasmesso (verba volant). Come se fossimo negli anni 50. E comunque ogni anno quante energie sprecate.

    Fuori concorso, , si ricordano alcuni grandi successi di pubblico: Mi scappa la pipì papà di Pippo Franco stracciò tutto il resto del festival 1979, tanto da ripeterlo nel 1980 con La puntura e nel 1983 con Chi chi chì, co co co, il primo rap al festival. Non tutte le ciambelle riescono col buco. Nel 1982 il cantautore Donovan, quello di Mellow Yellow, porta una piccola inquietante come la figlia Astrella. Mercoledì Addams. Nell'interpretazione di Christina Ricci.

    Una sua nota stampa ufficiale ci regala di lui alcune note, che potrebbero applicarsi indifferentemente a Robbie Williams o a Tiziano Ferro.

    Il suo look a volte stravagante ed eccentrico esprime la sua personalità cosmopolita riscontrando per questo numerose critiche. Nel segno dello scorpione, passionale ed enigmatico, ama il nero, il bianco, il vino rosso, l'Inter, il mare, fumare…..e le coccole!

    Non sopporta l’ipocrisia, la montagna, i posti affollati, l’aereo, i superalcolici, i giorni rossi del calendario e la televisione.

    Dietro di lui l'oculato occhio del Giancarlo Bigazzi, che per ogni cantonata che ha preso (Liliana Tamberi 1999, tal Marco Guerzoni nei big, 1996) ha indovinato due o tre miniere d'oro.

    Un ritratto più bohemien ce lo offriva invece il sito del premio Recanati, da lui vinto nel 2003:

    Giuseppe Povia, in arte Povia, 30 anni, è nato a Milano ma ha vissuto gran parte della sua vita all'isola d'Elba dove risiede. Con un passato travagliato alle spalle, senza fissa dimora in perenne fuga dalla famiglia, Povia è solito ricordare "sentirmi senza affetti e senza domani…sono cose che restano". Nonostante ciò ama sorridere, osservare la gente e godersi la vita. Amante del vino rosso e della provocazione non è insolito vederlo per strada indossare la gonna al posto del comune pantalone.

    Protagonista e figlio dei suoi tempi nel bene e nel male, ama coniugare rosario e trasgressione.

    Sono religioso, leggo la Bibbia, dico anche il rosario. Amo il vino rosso, quello buono tipo Brunello. E mi piace andare in giro in gonna. Lo vedo…! È una piccola provocazione: una donna si mette la gonna o i pantaloni, gli uomini no… e, paradossalmente, mi dà sicurezza. Ci dice in un'intervista di alcuni anni fa

    L'album di Povia si chiama Evviva i pazzi. La sua canzone sarà inserita anche nella prossima ristampa una delle 2 compilation del Festival (noi ovviamente l'abbiamo comprato questa mattina e siamo arrivati lunghi).

    Vi ripubblichiamo appunto il testo, reinterpretato e ripunteggiato per iscritto.

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    Le classifiche pubblicate sul sito sono definitive, dopo la V serata.

    I BAMBINI FANNO OOH
    Giuseppe Povia

    Quando i bambini fanno «ooh« c'è un topolino, quando i bambini fanno «ooh« c'è un cagnolino. Se c'è una cosa che ora so, è che mai più io rivedrò un lupo nero che dà un bacino a un agnellino. Tutti i bambini fanno «ooh«, «dammi le mani, perchè mi lasci solo?». Sai che da soli non si può: senza qualcuno, nessuno può diventare un uomo.

    Per una bambola o un robot bot, magari litigano un po' ma quel ditino ad alta voce almeno loro, eh, fanno la pace. Così ogni cosa è nuova, è una sorpresa e proprio quando piove i bambini fanno «ooh«, guarda la pioggia! Guarda che meraviglia, che meraviglia!

    Ma che scemo, vedi però, però che perchè non so più fare «ooh« e fare tutto ciò che mi piglia. Perchè i bambini non hanno peli nè sulla pancia nè sulla lingua.

    I bambini sono molto indiscreti, ma hanno tanti segreti come i poeti. Nei bambini vola la fantasia, e anche qualche bugia, oh mamma mia (...bada!). Ma un a cosa è chiara, è trasparente: che quando un grande piange, i bambini fanno «boh? Ti sei fatto la bua? E' colpa tua»

    Ma che scemo, vedi però, però che mi vergogno un po' perchè non so più fare "ooh", non so più andare sull'altalena, di un fil di lana non so più fare una collana.

    Finchè i cretini fanno «Eh?»,inchè i cretini fanno «Mah?», finchè i cretini fanno. «Boh?» tutto resta uguale, ma se i bambini fanno «ooh« basta la vocale. Invece i grandi fanno «No.h« Io mi vergogno un po': io chiedo asilo, come i leoni io voglio andare a gattoni.

    E ognuno è perfetto, uguale il colore, evviva i pazzi che hanno capito cos'è l'amore: è tutto un fumetto di strane parole che io non ho letto. Voglio tornare a fare «ooh«. Perchè i bambini non hanno peli nè sulla pancia nè sulla lingua.

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