Povia

Dopo l'uomo volante e l'angelo, il piccione. Tra i favoriti.

In punta di piedi

1
2006 - 1 classificata (categoria Uomini) 
Vorrei avere il becco   Povia
( Giuseppe Povia)

Del Festival 2005 fu praticamente l'unico superospite italiano, il vincitore morale, seppur fuori gara. Ci riprova nel 2006, in gara a tutto gli effetti. Il suo piccione è già il tormentone del festival.

Giuseppe Povia Era tra i 51 della selezione che si tennne a Roma dopo Natale nel 2004. Tutto suggerisce che, se la sua "I bambini fanno oh" non fosse stata eseguita in pubblico -maldestramente, glossò Bonolis- al premio Recanati, sarebbe stata al festival. E avrebbe fatto assai bene, con tutto quello che si sentì in giro.. E Bonolis sembrò ricordato di essere il direttore artistico della manifestazione, e allora - santi numi - trovò un angolo d'ombra al fuoco incrociato delle trincee del festival. E così, a far da colonna sonora dell'iniziativa per il Darfour eccoti il Povia.

La canzoncina era gradevole, leggera. Riusciva a dare dignità di verso anche a un'uso dell'infanzia come far pace mignolo a mignolo recitando formulette magiche su angioletti e diavoletti.

Non era un capolavoro. Ma un concentrato di semplicità, gocce di dolce e di amaro a corredo di clip dal South Darfour. E soprattutto, era una filastrocca semplice, gradevole e responsabile. Fuori concorso, si sarebbe segnalata, e peccato non poterla mantenere negli annuali. Se una canzone è stata eseguita una volta a trecento persone, che cosa cambia mai? Misteri di Sanremo, che si sdoppia in 5 categorie ma perde tempo istericamente su cattiverie come lo sputtanamento del non inedito, che non vuol dire come allore mai stampato o mai pubblicato (scripta manent), ma mai trasmesso (verba volant). Come se fossimo negli anni 50. E comunque ogni anno quante energie sprecate.

Ma lo spirito di Sanremo a volte le vittorie morali te le restituisce, e così, come Bobby Solo nel 1965 e come Tony Renis nel 1963 eccoti il povia e il suo piccione vincitori della categoria Uomini e del Festival di Sanremo.

Una sua nota stampa ufficiale ci regala di lui alcune note, che potrebbero applicarsi indifferentemente a Robbie Williams o a Tiziano Ferro.

Il suo look a volte stravagante ed eccentrico esprime la sua personalità cosmopolita riscontrando per questo numerose critiche. Nel segno dello scorpione, passionale ed enigmatico, ama il nero, il bianco, il vino rosso, l'Inter, il mare, fumare…..e le coccole!

Non sopporta l’ipocrisia, la montagna, i posti affollati, l’aereo, i superalcolici, i giorni rossi del calendario e la televisione.

Dietro di lui l'oculato occhio del Giancarlo Bigazzi, che per ogni cantonata che ha preso (Liliana Tamberi 1999, tal Marco Guerzoni nei big, 1996) ha indovinato due o tre miniere d'oro.

Un ritratto più bohemien ce lo offriva invece il sito del premio Recanati, da lui vinto nel 2003:

Giuseppe Povia, in arte Povia, 30 anni, è nato a Milano ma ha vissuto gran parte della sua vita all'isola d'Elba dove risiede. Con un passato travagliato alle spalle, senza fissa dimora in perenne fuga dalla famiglia, Povia è solito ricordare "sentirmi senza affetti e senza domani…sono cose che restano". Nonostante ciò ama sorridere, osservare la gente e godersi la vita. Amante del vino rosso e della provocazione non è insolito vederlo per strada indossare la gonna al posto del comune pantalone.

Protagonista e figlio dei suoi tempi nel bene e nel male, ama coniugare rosario e trasgressione.

Sono religioso, leggo la Bibbia, dico anche il rosario. Amo il vino rosso, quello buono tipo Brunello. E mi piace andare in giro in gonna. Lo vedo…! È una piccola provocazione: una donna si mette la gonna o i pantaloni, gli uomini no… e, paradossalmente, mi dà sicurezza. Ci dice in un'intervista di alcuni anni fa

L'album di Povia si chiama I bambini fanno oohh - la storia continua ed è un doppio cd, uno dei quali è esattamente quello dell'anno scorso..

La pagella: Quando tutti danno il Festival finito ti emerge con una canzone che si stampa, bene o male, nell'immaginario collettivo. E il festival, a fatica, resta vivo.
Voto: 10. E' già l'ultimo classico Sanremese. Basta e avanza.

Vorrei avere il becco ( Giuseppe Povia )

Vorrei avere il becco
Per accontentarmi delle briciole
Concentrato e molto attento
Si, ma con la testa fra le nuvole
Capire i sentimenti quando nascono e quando muoiono
Perciò vorrei avere i sensi per sentire il pericolo
Se tutti quanti lo sanno ma hanno paura che l'amore è un inganno
Oh, ce l'ha fatta mia nonna per 50 anni con mio nonno in campagna
Più o meno come fa un piccione
Lo so che e brutto il paragone
Però vivrei con l'emozione
Di dare fiducia a chi mi tira il pane
Più o meno come fa un piccione l'amore sopra il cornicione
Ti starei vicino nei momenti di crisi
E lontano quando me lo chiedi
Dimmi che ci credi e che ti fidi
Un giorno avevo il vento che mi accompagnava su una tegola
A volte sono solo e mi spavento, cosa cì fanno due piccioni in una favola?
Se tutti quanti lo sanno ma hanno paura che l'amore è un inganno
Oh, me l'ha detto mia nonna
"Lo sai quante volte non pensavo a tuo nonno?"
Più o meno come fa un piccione
E mica come le persone che a causa dei particolari
Mandano per aria sogni e grandi amori
Camminerò come un piccione a piedi nudi sull'asfalto
Chi guida crede che mi mette sotto
Ma io con un salto all'ultimo momento
Volerò ma non troppo in alto
Perché il segreto è volare basso
E un piccione vola basso
Ma è per questo che ti fa un dispetto
Ma è per questo che anche io non lo sopporto
Noi però alla fine resteremo insieme
Più o meno come fa un piccione
L'amore sopra il cornicione
Ti starò vicino nei momenti di crisi
E lontano quando me lo chiedi
Dimmi che ci credi
Ci sveglieremo la mattina, due cuori sotto una campana

Le canzoni di Sanremo


Le 30 canzoni del 2006

“Il segreto è volare basso, e il piccione vola basso”


Trama della canzone
Nella vita non bisogna dare importanza ai piccoli particolari, se no si buttano all'aria i grandi amori, ma accontentarsi, fare finta di nulla e abbozzare, come fanno i piccioni.

La grande occasione.

Anche il Festival di Sanremo 2006 sarà testimone di questa fine di stagione, quando faceva ancora freddo e la primavera si faceva aspettare più del solito.

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